lunedì 9 maggio 2011

Attenzione, trasporto persone

(di Giorgio Zerbinati)
Ieri pomeriggio in viale Argonne sono intervenuto ad una bella iniziativa sulla qualità dell’aria organizzata dal Gruppo G.A.S. (Gruppi d’Acquisto Solidale) del Comitato X Pisapia Sindaco di Zona 3. Il Professor Giugliano del Politecnico di Milano ha spiegato che nonostante negli ultimi anni molti inquinanti dell’aria si siano sensibilmente ridotti, restano ancora alte le polveri sottili: causa di gravi patologie respiratorie. Tutti gli esperti dicono che la prima cosa da fare per abbattere le polveri sottili è intervenire radicalmente sui trasporti: sostenendo quelli pubblici e su rotaia e disincentivando quelli privati e su gomma. E’ una rivoluzione che richiede un grande impegno amministrativo ed economico, ma bisogna farcela e ce la faremo. Voglio però ricordare, come ho fatto ieri, che per fare la rivoluzione dei trasporti bisogna prima di tutto convincersi che trasportare persone non è la stessa cosa che trasportare merci perché le persone sono fatte di sentimenti e amano il bello. In altre parole, per far sì che i milanesi e i pendolari decidano di lasciar giù la macchina e prendere i mezzi pubblici non basta portargli il tram sotto casa in orario, bisogna farli sentire a loro agio sui mezzi come nell’abitacolo della propria auto. Bisogna farli sentire cittadini a tutti gli effetti di una grande metropoli e non semplici passeggeri. Oggi invece chi prende i mezzi si sente un individuo solo e di seconda scelta: con mezzi magari abbastanza puntuali, ma sporchi, vecchi, rumorosi; fermate senza tettoie e attraversamenti pedonali sicuri; stazioni brutte, disabitate e vandalizzate. E se è vero che per ridare dignità ai mezzi pubblici milanesi servono interventi concreti è altrettanto vero che prima di tutto serve un altro modo di pensare, che non costa molto e anzi ci potrebbe fare guadagnare qualcosa. Faccio un esempio concreto: le metropolitane di Parigi e Londra hanno degli “uffici audizioni” responsabili di selezionare i musicisti che si vogliono esibire nel Metrò. In pratica per suonare nelle prestigiose cornici delle metropolitane di Parigi o Londra un musicista deve dimostrare di esserne degno: se passa l’audizione riceve un tesserino di riconoscimento e paga una tassa annuale all’azienda dei trasporti. Lo so per esperienza, perché avevo quel tesserino quando ero a Parigi in Erasmus. A Milano invece no, se uno studente del conservatorio si azzarda a suonare il suo violino in metropolitana viene multato. A questo punto chiediamoci: che cosa si stanno perdendo i milanesi? Quanto ci sta perdendo ATM?

3 commenti:

  1. Sono d'accordo. Potenziare e migliorare i mezzi pubblici rappresentano sicuramente un incentivo per aumentarne l'utilizzo. Per quel che mi riguarda la scelta di utilizzare mezzi pubblici è legata a molti fattori non solo all'affidabilità: la pulizia, il confort, la sicurezza e un servizio che funzioni anche durante la notte.
    Assicurare un buon servizio pubblico può evitare stress da parcheggio e nervosismo!
    Trovo inoltre una buona idea garantire all'utente la possibilità di traspore la bicicletta sulla metropolitana in modo da favorire l'utilizzo di un mezzo di trasporto pulito!
    Cinzia P.

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  2. Eh già: bisogna essere efficienti senza perdere la tenerezza! Sai mai che noi milanesi riprendiamo a sorridere...

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  3. Usare i mezzi pubblici è uno strazio e chi è precario come me si ritrova a viaggiare così http://www.youtube.com/watch?v=fMzGasLd_w8&feature=relmfu, c'è bisogno di investire sui trasporti pubblici sia su ferro che su gomma.. Non se ne può più...

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